
Contesto
I ballerini professionisti in Europa si trovano ad affrontare una forma di precarietà lavorativa altamente specifica e spesso invisibile. La loro carriera è caratterizzata da ritmi fisici intensi, una durata temporale ridotta e frequenti infortuni. Di conseguenza, molti sono costretti a ritirarsi in giovane età o a proseguire l’attività in una condizione di profonda insicurezza circa il proprio futuro.
Dai dati emersi dalla nostra ricerca di settore, il quadro mostra una chiara urgenza:
- Insicurezza diffusa: L’86,7% dei danzatori professionisti intervistati esprime forte incertezza sulla durata della propria carriera.
- Ritiro precoce: Il 73,6% prevede di dover smettere di ballare prima dei 40 anni.
- Instabilità economica: Il 93,4% riscontra serie difficoltà nel trovare un impiego sostenibile e continuativo nel settore della danza, definendo il proprio lavoro instabile o estremamente instabile.
- Mancanza di tutele: Più del 40% lavora come freelance o part-time, e la danza non rappresenta la loro unica fonte di reddito. Nonostante i rischi fisici paragonabili a quelli di operai metallurgici o minatori, i ballerini godono di tutele e sistemi di pensionamento anticipato nettamente inferiori nella maggior parte dei Paesi europei.
Durante gli anni di attività, i ballerini sviluppano eccellenti competenze trasversali (resilienza, disciplina, pensiero creativo, risoluzione dei problemi e attitudine al lavoro di squadra). Tuttavia, poiché queste abilità vengono acquisite in contesti informali, non vengono quasi mai riconosciute o formalizzate dai sistemi di istruzione e di impiego tradizionali.
I servizi di orientamento professionale e di educazione degli adulti non sono attualmente strutturati per rispondere a queste esigenze. Oltre il 70% dei danzatori dichiara di non aver mai ricevuto un supporto formale o adeguato per la transizione di carriera. Questa barriera è ancora più marcata per le donne con responsabilità di cura, per chi proviene da contesti a basso reddito o migratori, e per chi non possiede qualifiche accademiche oltre la formazione coreutica (il 46% degli intervistati si ferma alla scuola secondaria o alla formazione professionale di danza).

Scopo Progetto
Il progetto STEP (Support Transition & Empower Performers) nasce per colmare questo divario sistemico, offrendo percorsi di orientamento inclusivi e personalizzati sia per i ballerini sia, per estensione, per altri professionisti impegnati in lavori fisicamente logoranti e precari.
Finanziato nell’ambito del programma Erasmus+, il progetto contribuisce direttamente al Topic 5: “Improving career guidance to support adults’ participation in training”. Attraverso un partenariato cross-settoriale che unisce enti di formazione per adulti, organizzazioni di danza e università, STEP si propone di raggiungere quattro obiettivi specifici in un arco di 30 mesi:
- Obiettivo 1: Supportare i ballerini nel riconoscere e valorizzare le proprie competenze formali e informali (in particolare le competenze personali, sociali e di apprendimento – PSL), aumentando la loro autonomia e motivazione nelle scelte future.
- Obiettivo 2: Ampliare le opportunità di transizione e di apprendimento permanente, incoraggiando i professionisti a pianificare il proprio futuro lavorativo quando sono ancora in attività, evitando transizioni brusche dopo il ritiro.
- Obiettivo 3: Rafforzare le competenze dei professionisti dell’orientamento e dei mentori, dotandoli di metodologie ibride (strumenti digitali/AI e consulenza in presenza) per supportare profili di lavoratori così specifici e precari.
- Obiettivo 4: Elaborare raccomandazioni politiche a livello nazionale ed europeo per far riconoscere la danza come professione usurante e per includere gli artisti nei sistemi strutturati di educazione degli adulti e di welfare.
Target
Il progetto STEP si rivolge a un ecosistema multi-livello di beneficiari ed attori chiave:
- Ballerini professionisti e performer: Inclusi freelance, artisti indipendenti, coreografi e lavoratori del settore coreutico, con un focus mirato su chi affronta barriere sistemiche aggiuntive (questioni di genere, carichi di cura, background migratori o assenza di titoli di studio accademici).
- Compagnie di danza e organizzazioni culturali (comprese le PMI): Realtà che desiderano adottare pratiche di gestione del personale più sostenibili e responsabili, integrando la pianificazione della transizione nei loro modelli organizzativi.
- Professionisti dell’orientamento, Counselor e Mentori: Orientatori e formatori di adulti che riceveranno strumenti specialistici per trattare le transizioni di carriera legate all’identità corporea e artistica.
- Istituzioni, decisori politici e autorità pubbliche: Ministeri dell’Istruzione, della Cultura e del Lavoro a livello nazionale ed europeo, chiamati a dialogare per riforme strutturali e per il riconoscimento della professione.

Impatto
L’impatto di STEP è concepito per generare un cambiamento duraturo a diversi livelli:
Livello Individuale (Ballerini)
Nel breve periodo, i partecipanti otterranno un accesso immediato a strumenti di autovalutazione e percorsi di orientamento. A medio e lungo termine, svilupperanno competenze spendibili sul mercato (digitali, pedagogiche, imprenditoriali), acquisendo la consapevolezza che il ritiro dalle scene non coincide con l’obsolescenza professionale, ma rappresenta l’evoluzione naturale di una carriera ricca di competenze trasferibili.
Livello Organizzativo (Compagnie e Istituzioni)
Le compagnie di danza integreranno la formazione e il tutoraggio per la transizione di carriera all’interno dei propri ambienti aziendali, migliorando il benessere, la resilienza e la fidelizzazione del proprio personale artistico.
Livello Sistemico ed Europeo
Il progetto promuoverà un modello di educazione degli adulti più inclusivo, flessibile e attento ai contesti lavorativi di nicchia. Grazie alla cooperazione transnazionale tra Paesi con diversi livelli di welfare e supporto interno, STEP creerà una base di conoscenze condivisa, esportabile anche in altri settori ad alta intensità fisica o precarietà (come lo sport, il circo contemporaneo o i lavori di cura).
Results
I principali risultati e output di progetto, rilasciati in modalità aperta (Open Educational Resources) e contrassegnati dal co-finanziamento Erasmus+, includono:
- Professional Dancer Transition Framework: Il quadro metodologico e concettuale, basato sulla classificazione delle competenze ESCO, che mappa le necessità dei ballerini e fa da spina dorsale all’intero progetto.
- 5 Corsi di Formazione Modulari: Percorsi formativi flessibili ed erogati in modalità blended (mista online e in presenza) incentrati sulle competenze trasversali richieste dal mercato del lavoro.
- Piattaforma di Apprendimento Digitale: Uno spazio online innovativo contenente gli strumenti di autovalutazione, le risorse didattiche e l’accesso ai percorsi di coaching e orientamento.
- Programma di Mentorship e Toolkit per Orientatori: Un percorso formativo mirato che preparerà almeno 20 professionisti dell’orientamento e rappresentanti di compagnie di danza a gestire le sfide emotive e tecniche della transizione artistica.
- Dancer Career Development Alliance (DCDA) in Italia: Una coalizione pilota multi-stakeholder che riunirà compagnie di danza, scuole professionali, autorità pubbliche ed enti formativi per garantire la sostenibilità delle azioni oltre la fine del progetto.
- Linee guida per datori di lavoro e Pacchetto di Raccomandazioni Politiche: Un documento strategico multilingue rivolto ai decisori politici europei per promuovere il riconoscimento normativo e previdenziale della professione di ballerino.
Aggiornamenti dal consorzio
Kick-off meeting ad Atene – 16 e 17 giugno 2026
L’incontro di oggi ad Atene rappresenta il primo passo fondamentale per colmare il divario tra il settore culturale e i sistemi di educazione degli adulti. Collaborando con enti di formazione, organizzazioni di danza e autorità pubbliche, puntiamo a garantire che l’esperienza unica dei danzatori non vada mai persa.

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